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5 motivi per cui dovresti puntare sull’Influencer Marketing

By 6 Febbraio 2019 No Comments

Quello che inizialmente sembrava essere un fenomeno passeggero, una bolla destinata a sgonfiarsi, è diventato oggi un giro d’affari da milioni di euro.

Stiamo parlando dell’Influencer Marketing, un settore in continua evoluzione, spinta strategica di molte campagne promozionali, che nel 2019 continuerà a crescere e a maturare. Come? In accordo con quanto emerso dalla conferenza INREACH di Berlino, ecco quali saranno i cinque più grandi trend di Influencer Marketing del 2019.

 

1. Da influencer a imprenditori

Nulla di nuovo, poiché questo tipo di metamorfosi è già in atto. Da blogger a influencer, da influencer in quanto persone ordinarie a media, diventeranno nel 2019 ancora di più dei veri e propri brand.

In questa evoluzione, però, c’è una zona d’ombra: gli influencer, nel tempo, sono diventati uno “strumento di comunicazione” potente proprio perché, a differenza dei brand, la loro voce era quella del nostro collega o della nostra vicina di casa.

Oggi, però, i loro contenuti hanno quasi completamente perso l’autenticità e il fascino del reale, diventando patinati e studiati a tavolino, come un qualsiasi altro contenuto figlio di una strategia di brand – appunto – che dev’essere necessariamente coerente con una specifica identità, fedele a un trattamento e un tone of voice definiti a priori.

Pertanto, sembra destinata a venire progressivamente meno quella genuinità che, a suo tempo, aveva determinato il successo e scatenato il boom di questo nuovo settore di marketing. Da quotidiano a elitario, da spontaneo ad artificioso: nel 2019 questo slittamento semantico del termine influencer si farà ancora più netto.

 

2. Sponsored post e partnership

La corretta divulgazione dei contenuti dichiaratamente sponsorizzati diventerà uno standard e svolgerà un ruolo fondamentale nel contribuire alla professionalizzazione del settore dell’Influencer Marketing.

Questa regolamentazione obbligherà brand e influencer a giocare a carte scoperte, esplicitando la natura promozionale dei messaggi, al fine di conquistare la fiducia del pubblico attraverso la tecnica della trasparenza. Ogni collaborazione sarà resa ufficiale attraverso il tag messo in campo da Instagram “Paid partnership with”.

A questo punto la domanda vien da sé: che differenze ci saranno tra i messaggi pubblicitari messi in campo dai brand e quelli veicolati dagli influencer? La risposta sta proprio in quest’ultimo e nella sua capacità di costruirsi una identity forte e coerente, che lo porterà a rifiutare tutte quelle partnership che non rispecchiano i propri valori.

Qui sta la sfida: resistere alla tentazione di scegliere la “migliore offerta” e investire nel costruirsi un’immagine lineare e non contraddittoria. L’influencer diventa, ancor di più, l’esperto del settore che fa, al posto nostro, una selezione di quali messaggi pubblicitari vale la pena comunicare e quali no.

 

3. Podcast

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Sempre più influencer useranno i podcast per incrementare la propria reach e condividere pensieri, suggerimenti e riflessioni in modo sempre più intimo e confidenziale.

Perché le persone dovrebbero ascoltare i podcast? Per accedere a contenuti esclusivi, che non gli sarebbe possibile fruire in nessun altro posto – capitalizzando sulla fobia del nostro secolo, la FOMO; per sentirsi scelti in qualità di confidenti, quei pochi tra i tanti. Ma soprattutto per avvicinarci ancora di più agli Influencer, passando per quel mondo che ogni giorno mettono in vetrina attraverso le Instagram Stories, che anche noi conosciamo e abitiamo, fino ad arrivare a quel pianeta ancora (quasi) inesplorato che è il loro mondo interiore.

Ma al di là dell’aspetto se vogliamo romantico di tutta questa faccenda, c’è anche un risvolto strategicamente interessante per i brand: con Apple Podcast è possibile ottenere preziose informazioni sugli ascoltatori e sponsorizzare non solo un singolo podcast ma un’intera serie, al fine di dare maggior risalto allo storytelling di marca e consolidare la relazione tra brand e consumatori.

4. Lotta ai fake follower

Grazie a una serie di tool e software sempre più avanzati, i brand avranno la possibilità di individuare quegli influencer la cui fanbase è inquinata da follower fake.

La lotta a questi influencer fasulli è una cosa seria, poiché si tratta della minaccia principale per tutti quei brand che ogni giorno investono parte del loro budget marketing nell’ingaggio di influencer non performanti. C’è da dire, però, che questo tema è stato reso noto ormai da tempo e qualsiasi agenzia (ma anche azienda) ha a disposizione i mezzi necessari a stanare tutti quei “furbetti” che si nascondono dietro a numeri pompati, tuttavia ci sono brand che ancora scelgono consapevolmente di affidarsi a queste persone attratti dai grandi numeri e dalle belle foto.

Quindi, chi è causa del suo mal pianga sé stesso, invece, per chi ancora non sapesse bene come muoversi in questo campo minato, ci sono diversi modi per verificare la veridicità di una fanbase, oltre che diversi tool anche gratuiti (ad esempio IG Audit).

 

5. Influencer gaming

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I marketer avranno la possibilità di sperimentare finalmente le potenzialità di Twitch e godere della popolarità della “nuova generazione di influencer” che abitano questa piattaforma.

Cos’è Twitch? È la più famosa piattaforma di video in live streamingdedicata principalmente agli e-sport. Lanciata nel 2011 e poi acquisita da Amazon nel 2014, Twitch nasce principalmente per dare la possibilità agli utenti di fruire in diretta dei tornei di videogame e delle partite che vedono all’opera i gamer più famosi.

Si tratta di una community molto ampia e particolarmente attiva, di cui i marketer non hanno ancora davvero potuto esplorare il potenziale ma che, nel 2019, siamo fiduciosi farà parlare di lei.

C’è chi ancora si interroga sulla sopravvivenza del fenomeno dell’Influencer Marketing nel 2019?

 

Fonte: Ninjamarketing.it

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